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CESARINA CANTERINA

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L’orizzonte piatto iniziò all’improvviso a tremare. Dapprima la gente pensò all’effetto delle nebbie che spesso alla mattina creavano l’illusione di lontane colline. Poi i contorni si fecero più nitidi e non ci fu più alcun dubbio: erano le cime delle montagne che stavano faticosamente cercando di bucare la terra e risorgere. Erano alte pochi metri e già si scorgevano le tracce dei nevai, delle cascate, dei sentieri che per secoli gli uomini avevano percorso. Il canto crebbe ancora ed ogni nuova nota sembrava dare la spinta, dal basso verso l’alto, a quelle immense masse di roccia azzurra. La crescita procedeva sempre più veloce, quasi una esplosione. La luce continuava a colpire i rilievi in movimento, rimbalzando in una varietà infinita di colori. Ed ecco: il sole era sorto completamente e le montagne erano lì, di nuovo, in tutta la loro potente grandezza.

A questo punto il suono iniziò lentamente ad affievolirsi. La commozione della gente era tanta ed un sincero pianto di gioia sostituì il canto. Il profumo dei boschi, il borbottare dei torrenti, i richiami degli animali scesero a valle risvegliando negli anziani tanti felici ricordi. "Amici, il miracolo si è compiuto: gioia e commozione hanno giustamente invaso i nostri cuori, ma questo non ci deve far dimenticare le nostre antiche colpe ed i nostri errori. E’ giunto il momento di ringraziare colei che ha reso possibile tutto ciò: Ecco Cesarina!!" Disse il Sindaco con voce squillante ed indicando con la mano la direzione dell’orizzonte in cui era apparsa la ragazza. Tutti si voltarono e quello che videro furono le loro splendide montagne, forti, solide e cariche di vita, ma nessuna ragazza. "Cesarina dove sei, vieni che il mio popolo ti vuole ringraziare!!" Urlò il Sindaco verso ogni direzione, invano.

Della ragazza non restava nessuna traccia. Anche il carrozzone e Gimmy erano spariti. La gente li cercò per ore finché a notte fonda tutti si arresero e tornarono stanchi alle loro abitazioni. Cesarina era andata via. Forse era già in viaggio verso un nuovo paese per un altro concerto.

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