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"Basta! Basta!" quasi
un urlo nella mente della bambina.
Ed ecco tra i pensieri che vorticavano
nella testa di Elisa, si fa largo un suono. Prima non distinguibile,
poi più nitido:
era un canto, il canto di un passerotto
infreddolito che saltellava sul davanzale della finestra della sala
alla ricerca di uno alito di calore. Elisa alzò gli occhi per vedere
il passerotto e si sentì intenerire. Le sue mani lasciarono la consolle
proprio mentre Filippo batteva il record e saltava sulla sedia esultante.
Elisa aveva perso, ora era seconda, ma
non gli importava nulla. Tra la folla c'erano i suoi genitori, che
le volevano un monte di bene, tra due giorni avrebbe rivisto il
suo amico Giacomo ed i compagni di scuola, un passerotto aveva cantato
per lei la sua poesia dell'inverno.
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