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La cosa più impressionante
furono le mucche: erano enormi, continuavano a muovere la coda e
a crollare la testa dalle lunghe corna. Elisa ammise di avere paura
anche se lei aveva già affrontato e vinto esseri molto più spaventosi
alla consolle. I vitellini invece erano teneri e cercavano
di leccare ogni cosa. Gli occhi neri e dalle lunghe ciglia sembravano
quelli di un'attrice del cinema.
E per finire cani e gatti scorrazzavano
liberi per il cortile, talora pigramente accoccolati in un angolo
soleggiato oppure impegnati in una gara di inseguimento.
"E' mezzogiorno a tavola" chiamo
il padre di Giacomo. "A lavarsi le mani subito" ordinò
la madre.
A pranzo mangiarono molte cose buone e
nuove il cui nome Elisa dimenticò quasi subito. Anche i genitori
della ragazza erano più allegri del solito. Suo padre, dopo il dolce,
diede anche un bacio sulla guancia alla mamma, la quale rise imbarazzata,
ma contenta.
Era inverno ed il sole tramontò presto,
era ora di rientrare a casa. Gli adulti si scambiarono gli auguri
di Buon Natale e felice anno nuovo e promisero di ripetere al più
presto l'incontro. Giacomo salutò Elisa con un bacio sulla guancia
e donandogli una statuetta del Presepe di legno fatta da lui. Elisa
arrossì e non seppe cosa rispondere.
Durante tutto il viaggio di ritorno Elisa
continuò a ripetere ai suoi genitori le cose che aveva visto e fatto
alla fattoria di Giacomo.
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